Punti chiave
💳 Cos'è il credito revolving?
Una linea di credito riutilizzabile senza scadenza: ogni rimborso ricrea il plafond disponibile.
⚖️ Quali vantaggi offre?
Rapidità d’uso, flessibilità di importo e rata modulabile, utile per spese impreviste.
📈 Perché può risultare costoso?
Per tassi elevati e rata minima bassa che allungano la durata e aumentano gli interessi.
🧮 Come si calcolano gli interessi?
Maturano giorno per giorno sul capitale usato e si addebitano a fine periodo.
🔢 A quanto ammonta la rata minima?
Di solito tra il 3 % e il 5 % del saldo o un importo fisso.
📝 Cosa mostra l’estratto conto mensile?
Saldo iniziale, nuovi utilizzi, interessi, quota capitale, spese e plafond residuo.
💰 Posso estinguere il debito in anticipo?
Sì, in qualsiasi momento, con riduzione proporzionale degli oneri futuri.
🚫 Cosa succede se non pago puntualmente?
Scattano interessi di mora, si riduce il plafond e possono arrivare segnalazioni negative.
📊 Qual è l’indicatore chiave per confrontare le offerte?
Il TAEG, che include tutti i costi.
📑 Quale documento informativo devo ricevere?
Il modulo standardizzato SECCI/IEBCC con condizioni e costi.
⏰ Entro quanti giorni posso recedere senza penali?
Entro 14 giorni dalla firma.
🔒 Cosa prevedono gli Orientamenti della Banca d’Italia 2023?
Chiarezza sui costi, rata minima che riduca il capitale e monitoraggio del fido.
🚨 Che succede se il tasso supera la soglia d’usura?
Il contratto è nullo per usurarietà.
🛠️ Quali spese si sommano agli interessi?
Istruttoria, canone annuo, anticipo contante, bolli e polizze facoltative.
💡 Quale buona pratica riduce i costi?
Pagare almeno il 10-15 % del saldo e fare versamenti extra.
📱 Come aiutano gli strumenti digitali?
Con alert e budgeting che segnalano utilizzi e scadenze, evitando eccessi di debito.
🔍 Come viene stabilito il plafond iniziale?
Dopo verifica di solvibilità, l’intermediario fissa importo massimo, TAN e TAEG.
🌐 In quali forme è offerto oggi il credito revolving?
Come linea di credito autonoma o, più spesso, tramite carte di pagamento revolving.
Credito revolving: cos'è e come funziona
Il credito revolving, o rotativo, è un’apertura di credito che mette a disposizione del cliente un plafond riutilizzabile: ogni rimborso ricrea in tutto o in parte la disponibilità iniziale, così da consentire un impiego ciclico delle somme. Privo di una scadenza prefissata, si colloca fra i finanziamenti più flessibili ma anche più costosi, poiché abbina tassi di interesse elevati a rate minime spesso contenute. Nato negli Stati Uniti a metà Novecento e diffusosi in Europa dagli anni Novanta, oggi è offerto sia come linea di credito autonoma sia, più di frequente, attraverso carte di pagamento “revolving”.
L’intermediario concede il fido solo dopo avere valutato la solvibilità del richiedente: se l’esito è positivo, viene stabilito un importo massimo, un tasso annuo nominale (di norma fisso) e un TAEG che include tutte le spese. Gli interessi maturano giorno per giorno sul capitale effettivamente utilizzato e sono caricati a fine periodo; in assenza di prelievi non se ne pagano, ma possono restare canoni o commissioni di disponibilità. Ogni mese il cliente riceve un estratto conto con saldo iniziale, nuovi utilizzi, interessi, quota capitale rimborsata, spese accessorie e plafond residuo; la rata minima, di solito compresa fra il 3 % e il 5 % del saldo (o un importo fisso), può essere aumentata o sostituita da un rimborso integrale senza penali. Se la quota capitale inclusa nella rata è bassa, la durata del debito si allunga e l’onere totale cresce sensibilmente a causa della capitalizzazione periodica.
Oltre agli interessi si applicano commissioni di istruttoria, canone annuo della carta o della linea, spese su anticipo contante, bolli e premi per eventuali polizze facoltative a copertura di morte, infortunio o perdita d’impiego. Il mancato pagamento genera interessi di mora e può ridurre il plafond disponibile; ritardi reiterati comportano segnalazioni nelle banche dati creditizie. Il cliente conserva il diritto di estinzione anticipata totale o parziale in qualsiasi momento, con restituzione del capitale residuo e riduzione proporzionale degli oneri futuri.
La disciplina europea sul credito ai consumatori, recepita in Italia dal D.Lgs. 141/2010 e dal Codice del consumo, impone la consegna preventiva del modulo informativo standardizzato (SECCI/IEBCC), l’indicazione di esempi rappresentativi del costo, un termine di quattordici giorni per recedere senza penalità e l’obbligo di verificare la capacità di rimborso. Gli Orientamenti di Vigilanza della Banca d’Italia del 19 aprile 2023 hanno rafforzato questi presìdi: gli operatori devono definire con chiarezza i prodotti revolving nelle procedure interne, distinguere i costi della carta da quelli del finanziamento, mostrare al cliente che ogni utilizzo genera debito rotativo, garantire che la rata minima riduca effettivamente il capitale e monitorare l’andamento del fido per prevenire situazioni di rischio; il superamento del tasso-soglia d’usura rende il contratto nullo per usurarietà.
La facilità di accesso, la rapidità d’uso e la rata modulabile rendono il credito revolving adatto a spese impreviste o fabbisogni variabili, ma i tassi elevati, la tentazione di versare solo il minimo e la complessità delle voci di costo espongono il cliente a un indebitamento prolungato. È buona prassi confrontare più offerte sul TAEG, mantenere l’utilizzo ben al di sotto del plafond, impostare rate che coprano almeno il 10-15 % del saldo, effettuare pagamenti aggiuntivi quando possibile e intervenire tempestivamente in caso di difficoltà con piani di ristrutturazione o sostituzione del debito con prestiti meno onerosi. Anche grazie a strumenti digitali di alert e budgeting predisposti dagli operatori, la sostenibilità del credito revolving dipende infine da un uso disciplinato da parte del debitore e da una corretta valutazione di solvibilità da parte dell’intermediario.